Forze di Polizia: troppe, dice Renzi. Avanti march, pianissimo



     Ora è il vice ministro dell'Economia che segue in Parlamento i conti pubblici. Ma allora era solo un parlamentare del Pd, noto soprattutto per i suoi interventi straordinariamente lunghi, in grado di sfiancare il più paziente dei cronisti, ma anche per la sua competenza nella commissione bilancio del Senato. Mi disse: "dicono che si vogliono tagliare le spese, vuole sapere qual è l'intervento più semplice per ridurre le spese? Basta accorpare Carabinieri e Polizia. Ma nessuno ne parla. E per ovvie ragioni" (ovviamente ho sintetizzato).

       Da allora di anni ne sono passati molti ma almeno il tema è ora sul tappeto del dibattito politico. Al di la delle parole, però, si è in gran parte dissolto il progetto iniziale che sembrava voler ridurre da 5 a 3 le forze di polizia. Rimane immutato il tabù della sovrapposizione territoriale esistente in gran parte del'Italia tra Polizia di Stato e Carabinieri.

       La ''razionalizzazione'' che si staglia all'orizzonte è decisamente annacquata. Tanto da rendere difficile interpretare quanto annunciato dal premier Matteo Renzi. ''Siamo tutti d'accordo - ha detto - per una sempre migliore integrazione tra le forze di polizia ed è difficile che dopo la riforma della Pubblica Amministrazione siano ancora cinque''. Ma delle due l'una: o non conosce quel che sta concretamente accadendo nel testo della riforma al Senato, o pensa che la battaglia non è ancora finita e pensa di poter fare ancora di meglio.

      Questo  perchè già il ddl per la riforma della P.A prevedeva solamente la cancellazione del corpo forestale dello Stato. Ed è poca cosa. Poi perchè nell'ultima modifica, con il testo approvato nel primo passaggio al Senato, a questo ''assorbimento in altre forze di polizia'' è stata aggiunto l'aggettivo ''eventuale''. Tutto proprio mentre il premier Matteo Renzi annuncia la riduzione delle Forze di Polizia. Ma non basta. Al Senato è stato anche fermato il progetto di assorbimento della Polizia Provinciale che, con la cancellazione in arrivo delle Province (grazie alla legge Delrio, si ipotizzava potessero essere distribuiti tra Regioni e Comuni. Per ora non se ne farà nulla. Il nodo rimane.


      A conti fatti la montagna ha partorito il topolino. A mettere sul tappeto il tema era stato l'ex
commissario alla Spending Review Carlo Cottarelli, che aveva ipotizzato già per quest'anno 800 milioni di risparmio e per il 2016 una minore spesa per 1,6 miliardi. Difficile che si realizzino solo con l'assorbimento, peraltro eventuale, del Corpo Forestale.

      La polizia che fa capo al ministero dell'Agricoltura conta infatti 'solo' settemila agenti sui 305 mila contati complessivamente per i cinque corpi di polizia. I Carabineri, ad esempio, sono 105 mila, la Polizia conta 95 mila agenti, la Guardia di Finanza 60 mila. A loro si aggiunge il corpo penitenziario con 38 mila poliziotti. Non c'è bisogno di leggere una ricerca o scartabellare i conti della Ragioneria dello Stato. Basta sapere che ogni corpo fa riferimento ad un diverso ministero per capire quale pandemonio può scatenare un accorpamento. Inoltre qualsiasi cittadino conosce le sovrapposizioni tra Carabineri e Polizia, ma anche la 'concorrenza' tra di loro per arrivare con la propria pattuglia tempestivamente sul posto di un crimine per attribuirsi l'indagine. Facile poi comprendere come la divisione in più Corpi faccia aumentare il numero dei 'graduati' a scapito delle forze impegnate effettivamente per la sicurezza in strada.

        Certo, dicono i difensori dell'autonomia dei due principali corpi, una fusione cancellerebbe anni di storia. Proprio quest'anno i Carabinieri hanno festeggiato i 200 anni di vita. La polizia invece ha spento 162 candeline.

     Ecco, questo è un altro problema. L'Italia, anche quella guidata dal rottamatore Renzi, non guarda al futuro. Ha iniziato a camminare, ma continua a guardare indietro.
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