I mercati strabici, che non amano il lavoro



    Niente da fare. La finanza non ha lo sguardo lungo e talvolta guarda dalla parte sbagliata. E in una  sorta di dissociazione dalla realtà non riesce a valutare positivamente un buon dato sul fronte del lavoro. Così un miglioramento della disoccupazione si traduce automaticamente, con indicatori pre-impostati, in un calo dei listini. E viceversa.

     La controtendenza azioni-lavoro è apparsa chiara oggi alla diffusione del dato sulla disoccupazione Usa. I listini, ai primi dati delle agenzie di stampa, hanno avuto un sobbalzo. Prima hanno registrato il calo della disoccupazione e automaticamente hanno registrato una flessione: il Ftse Mib è passato da oltre 19.600 punti a meno 19.470. Il Cac 40 è sceso da 4.205 a circa 4.175. Lo stesso Stoxx 50 è scivolato in un istante da oltre 3.020 intorno a 3.000 punti.

      Sono poi bastati due minuti - ha calcolato Il Sole 24 Ore on line - per capire che il miglioramento della disoccupazione era inferiore alle stime e, subito, le azioni sono tornate a crescere.  Non è la prima volta che accade.

       I mercati ragionano a breve, anzi a brevissimo. E sono drogati dal ruolo delle banche centrali. Altrimenti un miglioramento dell'occupazione non potrebbe che essere letto positivamente. + lavoro = + consumi = crescita economica = + ricchezza. E oltre che miopi i mercati sembrano essere diventati strabici. Non credo basterà mandarli dall'oculista.

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