Renzi, Il pifferaio di Hamelin della vecchia politica








La leggerezza del leader e le incognite del Paese.

   Un leader deve saper essere 'leggero', talvolta quasi incosciente. Deve saper stupire, avere una visione del futuro, aver voglia di correre senza preoccuparsi di quanti potrebbero poi seguirlo. E, certo, saper ironizzare sulla propria ambizione smisurata.
     L'accelerazione che Renzi ha dato alla politica - per ora nel linguaggio, nel ritmo delle scelte, nella capacità di imporre i temi e nell'allergia alle liturgie della politica - sta frastornando il Paese, assonnato e sottilmente orgoglioso dei propri difetti. Ma certo potrebbe aprire una nuova stagione dopo il ventennio berlusconiano e dopo la lunga transizione degli esecutivi dell'emergenza, incapaci di sfilarsi il loden che in strada nessuno più indossa. Chi si ricorda, ad esempio, i contenuti dell'ultima legge di stabilità,nata già vecchia, senza idee?
     Sembra difficile dirlo in un momento nel quale la crisi politica deve ancora superare tante incognite, ma la vittoria di Renzi alle primarie sta avendo l'effetto di semplificare i temi politici, costringendo a scelte obbligate il Paese delle mediazioni perenni: o si o no, non ci sono spazi per i forse. Con lui o contro di lui. Ora però dovrà evitare il rischio dell'uomo solo al comando e mostrare di saper fare squadra, una qualità obbligatoria per la gestione di un governo al passo con i tempi.
     Finora la battaglia renziana è stata solo di potere, senza il potere del resto non si governa. Ma da adesso l'attenzione non potrá che spostarsi sui contenuti. Questo sarà il vero banco di prova. Dalle noiose ma decisive regole elettorali si dovrà passare all'economia. Sulla nuova Tasi, croce e delizia dei contribuenti, cosa dirà il nuovo governo che nasce quasi come costola del partito dei sindaci? Sul lavoro, per realizzare il costoso libro dei sogni dell'estensione degli ammortizzatori sociali a tutti, dove troverà le risorse il nuovo esecutivo? Che ne sarà del tabù dell'art.18?
     Per ora, comunque, il Matteo-caterpillar un risultato positivo sembra averlo avuto. Ha incantato la vecchia politica che voleva rottamare. Fa il pieno, o quasi, dei consensi. Così, più che il boy scout descritto dai giornali, appare una sorta di pifferaio di Hamelin: la vendetta sui professionisti della politica sembra avere, alle loro orecchie, un irresistibile suono  melodioso. Speriamo faccia bene al Paese

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